portafoglio obbligazionarioChe cosa sono le obbligazioni? Serve davvero un portafoglio obbligazionario? Quale potrebbe essere un portafoglio obbligazionario consigliato? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e a tante altre domande. Cominciamo con la prima.

Che cosa sono le obbligazioni? Le obbligazioni sono dei titoli a rendita fissa. Vengono emesse (cioè create) da Stati e da società per raccogliere capitali in cambio di una piccola quota (degli interessi).

Esempio: lo Stato italiano emette un’obbligazione pari a 1.000 euro. Tu compri questa obbligazione e quindi paghi 1.000 euro: in cambio, lo Stato italiano di paga una percentuale, ad esempio il 2%, su questi 1.000 euro, quindi 20 euro. Alla scadenza dell’obbligazione, lo Stato italiano ti restituisce i 1.000 euro. 

Le obbligazioni sono molto diverse dalle azioni: quest’ultime, infatti, sono delle quote societarie. Anche le azioni servono per raccogliere il capitale di rischio.

Tuttavia, nel caso delle azioni, i guadagni possono essere maggiori…ma anche i rischi! Infatti, mentre nelle obbligazioni è possibile conoscere prima il rendimento, con le azioni questo è molto più difficile: il valore delle azioni, infatti, è molto più legato all’andamento del mercato.

Perchè investire in obbligazioni? I motivi per avere un portafoglio obbligazionario

Le obbligazioni, chiamate anche bond (qui puoi leggere la definizione di Wikipedia), vengono acquistate molto spesso dai risparmiatori per un motivo principale: sono considerate molto sicure. Infatti il rendimento di un investimento obbligazionario è quasi sempre conosciuto a priori.

Se acquisti un’obbligazione con un rendimento del 2%, sai che otterrai un rendimento del 2%: le obbligazioni sono meno soggette alla volatilità del mercato rispetto alle azioni. Ovviamente non è sempre così e più avanti approfondiremo maggiormente quali possono essere i rischi di un portafoglio obbligazionario costruito male. 

Ma prima, una cosa molto importante: sebbene questo portale parla di investimenti immobiliari all’estero, sono il primo a dire che un buon portafoglio di investimenti deve essere ben diversificato. Se tu dovessi investire 500.000 euro e io ti dicessi di investirli tutti in un immobile all’estero, sarei palesemente in cattiva fede.

Trovo che gli investimenti immobiliari all’estero sono uno dei migliori metodi d’investimento, ma solo se fatti nell’ottica di diversificare adeguatamente i tuoi investimenti, in modo da avere sempre un paracadute pronto per i momenti di crisi.

Nel caso dei 500.000 euro nominati sopra potrebbe essere una buona idea dividere questi soldi in diverse tipologie di investimento:

  • 250.000 euro in uno o più immobili all’estero (o, in alternativa, in un fondo immobiliare ben diversificato.
  • 150.000 euro in un portafoglio obbligazionario.
  • 50.000 euro in un portafoglio azionario.
  • 50.000 euro in altri tipi di investimento, che potrebbero essere più sicuri (tipo materia prime oppure metalli preziosi come l’oro) o più rischiosi (come ad esempio opzioni o forex) a seconda della tua propensione al rischio.

Ovviamente sto semplificando: inoltre, ognuna di queste aree dovrebbe essere ulteriormente diversificata ulteriormente. Quindi, ad esempio, dovremmo investire 250.000 euro in più tipologie di immobili (tipo un immobile a reddito e una stanza in una casa di cura, oppure metterli tutti in un fondo immobiliare ben diversificato).

Poi dovremmo investire i 150.000 euro in un portafoglio obbligazionario ben calibrato, scegliendo obbligazioni di emittenti diversi (e magari anche di paesi diversi!).

Per le azioni, varrebbe lo stesso discorso: i 50.000 euro dovrebbero essere divisi in azioni di società diverse, possibilmente anche di paesi diversi (per diversificare geograficamente).

In ultimo, i 50.000 euro dovrebbero essere divisi in più tranche (magari da 10.000 euro ognuna), da investire ad esempio in oro, argento, petrolio, forex e opzioni binarie.

Ripeto: ovviamente sto semplificando molto (è difficile investire in un simile portafoglio senza l’aiuto di uno o più specialisti esperti), ma in questo modo potresti tutelare adeguatamente il tuo capitale e, allo stesso tempo, ottenere un ottimo rendimento!

Quali sono i rischi delle obbligazioni?

Per tornare alle obbligazioni, quali sono i rischi? Presto detto: i rischi di un obbligazione possono essere quello della liquidità e quello di default dell’emittente.

Il rischio della liquidità significa che, in caso ne avessimo bisogno, avremmo difficoltà a rivendere l’obbligazione. Il rischio di default significa, invece, che rischi di perdere tutti i tuoi soldi investiti.

Infatti il rendimento di un obbligazione è data principalmente da una serie di valori:

  1. La liquidità del titolo: quanto è facilmente rivendibile.
  2. Il rischio di insolvenza: il rischio che chi ha emesso l’obbligazione va a gambe all’aria e non ci ripaghi il nostro capitale.
  3. Il tempo di scadenza: quando potremmo richiedere i nostri soldi indietro.

Il valore 1 e 3 determinano quanto è difficile rivendere l’obbligazione, in caso avessimo bisogno di liquidità. In tempi di crisi, infatti, può essere necessario sbarazzarsi delle nostre obbligazioni e riavere indietro i nostri soldi.

Infatti se hai bisogno di rivendere l’obbligazione prima della scadenza, il valore di tale obbligazione sarà dato dal mercato (un po’ come succede per le azioni). Un’alta volatilità del valore delle obbligazioni potrebbe essere un rischio da non sottovalutare se hai un improvviso bisogno di liquidità.

Tuttavia il rischio principale delle obbligazioni è il rischio di insolvenza dell’emittente (la numero 2). Le obbligazioni, a seconda da chi sono emesse, si dividono in:

  • Obbligazioni governative di economie sviluppate.
  • Obbligazioni governative di paesi emergenti.
  • Obbligazioni di aziende con bilanci stabili (Corporate bond con rating investment grade).
  • Obbligazioni emesse da aziende con bilanci non stabili.

Ovviamente le obbligazioni emesse da governi di economie sviluppate e aziende con bilanci stabili danno un rendimento molto molto basso: spesso un portafoglio obbligazionario composto da questo genere di obbligazioni viene creato per tenere i soldi al sicuro (e non per ottenere rendimenti).

Invece le obbligazioni emesse da governi di paesi emergenti e aziende con bilanci non stabili danno rendimenti maggiori, a fronte di maggiori rischi.

Ti ricordi i bond argentini? Quel tipo di obbligazioni davano rendimenti molto alti perché erano molto rischiose, sebbene erano considerate sicurissime. Capisci, quindi, che le obbligazioni non sono sempre un tipo di investimento sicuro al 100%.

Come fare a sapere se delle obbligazioni sono sicure o meno? Entra in gioco il rating. Il rating è una specie di votazione data da agenzie specializzate (ad esempio Moody’s o Standard & Poor’s) alle obbligazioni. Più il voto è alto, più le obbligazioni dovrebbero essere sicure.

Sì, ho detto dovrebbero: infatti non è detto che la votazione rifletta realmente il rischio dell’investimento obbligazionario.

I voti vanno da AAA (il più alto grado di rating) fino a D (cioè default, insolvente/fallito). È capitato in alcuni casi che le agenzie di rating consigliavano di acquistare azioni di società che stavano già andando a gambe all’aria. Per fortuna, questi sono casi particolari: ma può capitare ed è bene che tu lo sappia.

Infatti in caso di default dell’emittente potresti perdere tutto il tuo capitale investito nelle obbligazioni di quello stesso emittente (come è successo ad esempio nel caso dell’Argentina).

Un altro rischio di investire in un portafoglio obbligazionario potrebbe essere quello dovuto al tasso di cambio. Il tasso di cambio significa che se acquisti obbligazioni di altri paesi dovrai, ovviamente, prima di tutto cambiare i tuoi soldi in valuta del paese in questione.

In caso di tassi di cambio sfavorevoli, rischi di vanificare il tuo investimento obbligazionario, mangiandoti il rendimento attraverso questa procedura.

Tuttavia, come ho già accennato, alla base di una buona strategia d’investimento che unisce sicurezza e rendimento ci dev’essere sempre una buona diversificazione, sia delle tipologie d’investimento che di paesi diversi: quindi il rischio di cambio sarà un male necessario che sarà bene pianificare attentamente.

Avere un portafoglio obbligazionario: lati positivi e conclusione

molti soldiOra che abbiamo visti i rischi, arrivano anche i pregi. Infatti direi che avere un portafoglio obbligazionario sia una buona decisione: ovviamente se costruito bene, con l’aiuto di specialisti (il fai da te non paga mai negli investimenti!) e se creato nell’ottica di un portafoglio di investimenti ben diversificato.

Avere vari tipi di investimento, infatti, è fondamentale per creare quel mix di sicurezza e redditività che serve a ognuno di noi.

Se guardiamo ai pro e ai contro delle obbligazioni, infatti, ci accorgiamo che possono avere un ruolo molto importante nei nostri investimenti.

PRO

  • Molto sicure.
  • Facilmente rivendibili.
  • Non richiedono una gestione attiva.

CONTRO

  • Danno bassi rendimenti.
  • In caso di default dell’emittente, perdi tutto il tuo capitale.
  • Grado di rating non sempre veritiero.

Tuttavia questi sono valori di massima: come abbiamo visto poco più in su, non tutte le obbligazioni sono sicure o non sempre danno bassi rendimenti. Insomma, ti ho illustrato gli aspetti principali: poi ogni caso sarà da valutare a parte.

Inoltre ricordati che investire tutti i tuoi risparmi in obbligazioni NON è la scelta più corretta: infatti ne guadagni in sicurezza, ma per cosa? Ottenere un basso rendimento? Tenere i soldi al sicuro dall’inflazione? A che pro?

Ricordati sempre che un corretto portafoglio di investimenti, ben equilibrato, deve garantirti anche un certo grado di redditività. Non mi stancherà mai di dirlo: i tuoi soldi devono lavorare per te, non il contrario.

In questo modo puoi ottenere una rendita passiva che ti permette di guadagnare uno stipendio extra: utilissimo sia nei momenti di bisogno (per andare avanti), ma anche per avere uno stile di vita migliore quando il tuo lavoro principale va bene.

Un buon portafoglio obbligazionario deve essere solo una pietra angolare del tuo portafoglio, ben calibrato con altre tipologie di investimento. Tipo, ad esempio, gli investimenti immobiliari all’estero!

Se ti interessa investire in immobili all’estero, guarda gli altri articoli nel nostro blog: troverai un sacco di guide e informazioni utili su questo mondo così pieno di opportunità e ancora (purtroppo!) poco conosciuto.

Se vuoi sapere come strutturare meglio un tuo investimento immobiliare all’estero, non devi perderti l’e-Book di SafeWage “La Guida Finale agli Investimenti Immobiliare all’Estero”: è una vera e propria guida che ti spiega quali tipologie di investimento immobiliare esistono all’estero, quali paesi scegliere e come orientarsi in questo mondo. La puoi scaricare cliccando qui: ti verrà inviata per e-mail dopo pochi secondi.

Questa guida ti è fondamentale per strutturare bene i tuoi investimento: infatti difficilmente un portafoglio obbligazionario ti potrà dare la redditività che è tipica di altre tipologie di investimento (come, ad esempio, gli investimenti immobiliari all’estero).

Per qualsiasi altra domanda, non esitare a contattarmi! A presto!